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Il Consortile de Canavise:

il Canavese "storico"


In Ivrea verso la metā del XII secolo iniziano le notizie della formazione di un Comune, che si aggiunge come forza politica al Vescovo ed ai Feudatari, le cui vicende vengono ad intersecarsi notevolmente al punto che spesso č difficile riconoscere chi detenga l'effettivo potere. Federico Barbarossa appoggia il suo fedele Ranieri di Biandrate, di origini arduiniche; questi entra in conflitto con il Vescovo ed il Comune e viene cacciato nel 1195, episodio al quale viene fatto risalire il nucleo storico del Carnevale eporediese.

Caratterizzano questo periodo tutta una serie di guerricciole contro la vicina Vercelli, che paiono coalizzare tutte le forze politiche canavesane: nel novembre 1197 giurano cittadinatico ad Ivrea diversi vassalli del Canavese; un altro giuramento,la Carta concordiae factae inter Comites Canapicii et Comune Iporegie, č del 15 marzo 1213 nel quale alcuni nobili indicati come "conti del Canavese" promettono di far guerra e pace secondo le decisioni del podestā eporediese o dei Consoli.

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Si tratta di un trattato di alleanza finalizzato a rivendicare interessi comuni ma anche a porre le basi per una unione anche di tipo politico, con funzionari riconosciuti da tutte la parti.

Infatti dalla "Carta" emerge che i conti del Canavese giurano di essere cittadini della cittā di Ivrea in perpetuo. Inoltre si stabilisce che i principali organi di governo, il podestā ed i consoli, siano nominati in modo concorde fra ambedue le parti, che venga mossa guerra o ristabilita la pace nell’interesse del Comune ( Confederazione ), che sia difesa la cittā ed il contado da tutti i possibili aggressori, tranne che dall’imperatore e dalla Chiesa eporediese, che le spese vengano raccolte ed imposte in modo comune.

La confederazione ampliandosi abbraccia ora anche le terre che sono a Nord di Ivrea, fino ai confini della Valle d’Aosta: comprende Montalto, Montestrutto, ed il consortile di Settimo [Vittone].

Anche il vescovo di Ivrea Oberto di San Sebastiano, il primo che porta il titolo di conte, aderisce alle guerre contro Vercelli ma poi si stacca sottoscrivendo una pace separata. I suoi rapporti con il Comune ed i Feudatari arrivano alla rottura (la cittā di Ivrea sarā anche scomunicata).

Sancita dall'alleanza tra il Podestā eporediese ed i Signori canavesani del 23 settembre 1229 ove si aggiunge fra l’altro che tutti gli uomini della cittā di Ivrea e del suo distretto possano andare ad abitare in Canavese e nel suo distretto ovunque vorranno, e quelli del Canavese possano venire ad abitare ad Ivrea ovunque e quando vorranno...; tra i firmatari figurano Bonifacio IV di Monferrato e suo figlio Guglielmo. Anche questa alleanza ha vita breve durando appena due anni.

In quest'epoca i confini politici del Canavese subiscono frequenti variazioni: vengono fondati numerosi borghi-nuovi, muniti di difese e dotati di privilegi ed esenzioni fiscali, per attirarvi le famiglie dai paesi vicini appartenenti ad altri feudatari. Basti citare Piverone, fondato il 1-12-1202 dai Vercellesi, Bollengo nel 1250 dagli Eporediesi, Borgo d'Ale e Azeglio dai Vercellesi intorno al 1270, mentre nella Bassa Valle d’Aosta, nei pressi di Montalto, č il marchese Guglielmo VII di Monferrato a farsi promotore, intorno al 1277, della fondazione di un nuovo borgo: Borgofranco.

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