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I VENT'ANNI DEL CENTRO RICERCHE E STUDI ALTO CANAVESE CORSAC

©  CORSAC  Giovanni Bertotti   1999

Aggiornato al 2019

Ricorre quest'anno il ventennale (quarantennale) della fondazione ufficiale del Centro Ricerche e Studi Alto Canavese C.O.R.S.A.C.) di Cuorgné. Risale infatti alla fine degli anni '70 l'attività in Alto Canavese del prof. Francesco Fedele, allora docente di antropologia presso l'Università degli Studi di Torino; egli riprese con rigore scientifico le ricerche pionieristiche sul territorio iniziate negli anni '40 e'50 da un piccolo gruppo di appassi6nati locali che faceva capo al dott. Mario Bertotti ed a Mario Peradotto, recentemente scomparso.

L'attenzione ai concentrò su alcune località, come l'altura di Belmonte, ove erano stati rinvenuti in superficie dei frammenti di vasi dalla tipica decorazione geometrica dell'età del bronzo, e come la Boira Fusca, piccola grotta in località Voira tra Salto e Pont, nella quale si potevano supporre avessero soggiornato delle popolazioni preistoriche.

Gli scavi diedero risultati insperati: negli strati più profondi della Boira Fusca vennero alla luce alcuni reperti attribuibili al Paleolitico, circa 10000 armi a.C., testimoniando per la prima volta in Canavese la presenza di popolazioni così antiche.

Il prof. Fedele, con una mentalità e disponibilità del tutto nuove, volle che a queste campagne di scavo partecipassero anche elementi locali, adeguatamente diretti: la stessa popolazione locale, con incontri settimanali, veniva regolarmente tenuta al corrente dell'evoluzione delle ricerche. Si venne così costituendo il C.O.R.S.A.C. - Centro Ricerche e Studi Alto Canavese - che il 5 febbraio 1980 assunse un preciso riconoscimento giuridico, prefiggendosi di "promuovere ricerche e studi sulla storia globale dell'Uomo e del territorio nella regione Alto Canavesana" (Statuto art.3), incoraggiando e sostenendo "attività scientifiche ed educative nel settore antropologico, archeologico e ambientale, mirando a contribuire alla comprensione della società umana nella sua evoluzione... divulgando le conoscenze così acquisite anche fuori dell'ambito di origine, superando le barriere tra ricercatori e pubblico ... stimolando l'interesse scientifico e culturale per il territorio in cui il Centro ha sede..." (art.4).

Notevole fu l'interesse riscosso dall’iniziativa: centinaia di persone visitarono i cantieri di scavo e parteciparono alle relative conferenze.

Il Centro divenne così un luogo di incontro per reciproci aggiornamenti e contemporaneamente un importante stimolo culturale per i più volenterosi indotti ad uscire dal proprio ristretto nucleo di conoscenze per scoprire nuovi aspetti dell'ambiente e della storia.

Nella vasta sede di via Nigra, messa a disposizione dal Comune, vennero a soggiornare parecchi studenti stranieri di archeologia, specie dagli Stati Uniti, portando un notevole bagaglio di conoscenze. Presidente del CORSAC in quei primi anni di attività fu il dott. Marco Cima, che riuscì a coinvolgere nelle ricerche sia università che soprintendenze, amministrazioni comunali ed enti locali; quando il prof. Fedele dovette lasciare l'attività in zona perché chiamato ad insegnare in altra università, il dott. Cima diresse validamente e con competenza le campagne di scavo di Vislario (1978), Uvera C1979), Belmonte (1982-83), Salto e Santa Maria in Doblazio (1984 -85). Organizzò nel 1981 la mostra "Vicende dell'uomo in Valle Orco" tenutasi a Cuorgné con il contributo del Lione Club Alto Canavese, arricchita da un importante catalogo.

Una parte dei reperti archeologici trovati sul territorio costituirono il Museo Archeologico dell'Alto Canavese, inaugurato nel 1988 all'interno del Palazzo Comunale. Poi entrato a far parte del ben più corposo Museo Archeologico del Canavese gestito dal CESMA nel complesso della ex Manifattura

Animatore instancabile del museo fin dalla sua ideazione fu il sig. Mario Peradotto, che ricopriva anche la carica di Segretario dell'Associazione; possedeva una rara competenza, avendo partecipato a tutte le campagne di scavo, e riusciva con estrema semplicità ad affascinare ed interessare i visitatori, specie i più piccoli.

La sua inaspettata scomparsa, appena pochi mesi fa, lasciò un vuoto non facilmente colmabile e privato il Museo ed in generale l'archeologia canavesana di una delle figure più rappresentative.

Dopo la metà degli anni '80 l'attività del CORSAC , prima incentrata quasi esclusivamente sugli scavi archeologici, ha dovuto diversificarsi. Il confluire di numerosissimi nuovi soci, con interessi e competenze in altri settori della storia o della cultura in generale, ha indotto ad intraprendere ricerche e studi anche su altri argomenti. Uno di questi è stato quello delle incisioni rupestri, già abbozzato nei primi tempi dai collaboratori del prof. Fedele ed in particolare dal dott. Maurizio Rossi, e culminato nello studio e salvataggio del masso di Navetta collocato nell'area del palazzo comunale.

Alle prime sporadiche segnalazioni di appassionati locali hanno fatto seguito ritrovamenti anche di una certa importanza; oggi, con circa 10000 incisioni censite, si può affermare che anche le nostre valli sono entrate a pieno diritto tra quelle ove gli uomini preistorici hanno lasciato tracce dei loro culti. Talora si è anche ritenuto opportuno procedere al salvataggio per incisioni particolarmente esposte a degrado.

Una vasta documentazione fotografica venne anche allestita in una sala apposita, purtroppo nei recenti interventi di ristrutturazione dell'edificio questa sala ha trovato diversa sistemazione e questi documenti restano in attesa di poter essere nuovamente esposti. L'archeologia e l'architettura medioevale formano oggetto di studio; si è fatto per esempio un lavoro di raffronto tra le documentazioni scritte, specie quelle catastali, e le strutture esistenti nella parte più antica di Cuorgné, che ha già permesso di giungere a risultati sorprendenti, permettendo di localizzare esattamente la collocazione originaria di antiche chiese e palazzi nobiliari, capovolgendo vecchie tradizioni e credenze tramandate acriticamente.

Ci si occupa anche di un settore a noi certamente più vicino e venuto tristemente alla ribalta in questi ultimi tempi: l'archeologia industriale.

Le numerose industrie che un tempo costellavano la nostra zona oggi sono notevolmente in declino: dietro ad ognuna c'è una storia, degli eventi, dei personaggi che occorre strappare all'oblio. I loro archivi, privati, con la chiusura dell'azienda si disperdono o vengono distrutti cancellando dati, eventi, personaggi che hanno influenzato la storia economica del Canavese.

Campo di prova è stata la Manifattura di Cuorgnè: la pubblicazione nel 1995 di un volume dedicato a questa azienda ha permesso di richiamare la passata importanza stimolando le iniziative per un suo recupero.

Anche le testimonianze artistiche, specie le più antiche e più a rischio di degrado, sono oggetto di attenzione: con la pubblicazione nel 1992 di un volume dedicato alla chiesa di San Giorgio, antica parrocchiale di Valperga in quell'epoca minacciante rovina, si è portata a conoscenza del grosso pubblico l'importanza degli affreschi ivi contenuti, costituenti il ciclo pittorico medioevale più importante dell'Alto Canavese, premessa indispensabile per un suo recupero che oggi si può affermare esser giunto ormai a buon fine.

Un altro settore sul quale si e rivolta l'attenzione è quello linguistico e toponomastico.

Si è andati a cercare le più antiche attestazioni dei nomi delle varie località, la pronuncia esatta nel dialetto originale, cercando poi di risalire al significato del nome, alla sua evoluzione linguistica e quindi all'influsso esercitato dalle varie popolazioni succedutesi in quella località.

Anche lo studio dialettale è parso degno di attenzione: con la scomparsa delle ultime generazioni di montanari sta sparendo anche una lingua, con i suoi vocaboli, la sua sintassi, la sua specifica pronuncia diversa da luogo a luogo. Anche questo è un frammento della nostra storia che, senza pretendere di voler riportare in uso, occorre conservare, documentandolo adeguatamente, per gli studiosi futuri.

Riveste anche importanza per la nostra associazione la collaborazione per le tesi di laurea, indirizzando i giovani studiosi in quei settori che si ritengono degni di interesse Così come si cerca sempre di collaborare negli argomenti connessi alla nostra zona in pubblicazioni o volumi di più vasto respiro.

Se tutte queste attività sono forse poco appariscenti, limitate ad un. numero necessariamente ristretto di studiosi, la popolazione in generale viene direttamente coinvolta nelle gite sociali e nei cicli di conferenze.

Le gite sociali hanno avuto come meta mostre o località interessanti anche a notevole distanza ( Venezia - Ungheria) ma sovente ci si è recati e ci si reca anche solo alla scoperta delle bellezze ignote del Canavese o in villaggi abbandonati di sperduti valloni alla ricerca di testimonianze del passato.

Le conferenze, gli "Incontri del venerdì", costituiscono ormai una tradizione ventennale: ogni anno si svolgono due cicli, in primavera ed in autunno, di 4 - 6 conferenze ognuno, invitando esperti, docenti personalità significative. Il denominatore comune è il Canavese, in tutti i diversi aspetti.

Anche le pubblicazioni sono ormai una tradizione: ogni anno si è riusciti a pubblicare una monografia che in genere riassume un filone di ricerca; vengono distribuite in omaggio ai soci in occasione del rinnovo della quota associativa.

Si sono venute formando diverse collane tra le quali citiamo "Orco Anthropologica" oggi al 10° volume, che raccoglie le relazioni originali degli scavi archeologici, delle ricerche sulle incisioni rupestri, contributi storici vari; "Orco Toponomastica e Linguistica" dedicata agli aspetti del linguaggio ed ai toponimi; "Orco Reprints" raccoglie scritti sul territorio alto canavesano già apparsi in diverse pubblicazioni oggi non più reperibili e di difficile consultazione.

L'adesione al CORSAC è aperta a chiunque abbia interessi culturali per il territorio o la storia canavesana e la quota associativa è sempre stata tenuta su livelli assolutamente modesti per consentire a tutti di partecipare alle iniziative.

Le cariche sono elettive, non vi sono fini di lucro e non sono ammesse finalità politiche.

La sede si trova presso la Biblioteca Comunale di Cuorgné ed è aperta al mercoledì sera dalle 21 alle 22: vi si può prendere visione delle pubblicazioni, consultare i volumi della biblioteca sociale, e prendere accordi per le varie iniziative proposte.

Cuorgnè,30/10/1999

aggiornato 2019


CORSAC Centro Ricerche Studi Alto Canavese

1 DENOMINAZIONE, SEDE E SCOPO

Art. 1 — E costituita l'associazione denominata « CENTRO CORSAC - Centro e Comitato Ricerche e Studi Alto Canavese» in ap-presso indicata semplicemente come  «Centro» » .

Art. 2 — II « Centro» ha sede in Cuorgne (Torino). Lo spostamento della sede nell'ambito dello stesso Comune potra avvenire per semplice decisione dell'organo amministrativo.

Art. 3 — II « Centro» ha lo scopo di promuovere ricerche e studi sulla storia globale dell'Uomo e del territorio, dell'Uomo interessando in primo luogo le realizzazioni nella regione Alto-Canavesana (Piemonte) ed it modo in cui esse si inseriscono nel mondo piu vasto. A tal fine il « Centro» curare il reperimento di mezzi idonei e Ia valo-rizzazione dei risultati scientifici a fini educativi e sociali, in un rapporto costruttivo con scuole, università, uffici dello stato e della re-gione, cointeressati ai beni o alle attività cui ii « Centro» indirizza le sue ricerche.

Art. 4 — II « Centro» intende creare occasioni e strutture per l'inter-vento, La formazione e l'operosità di ricercatori qualificati, sensibili alle esigenze di un'apertura pubblica e interessati all'ambito terri-toriale e regionale in cui ii « Centro» ha sede. Intende in particola-re:
a - incoraggiare e sostenere, moralmente e materialmente, attività scientifiche ed educative nel settore antropologico, archeologico e ambientale, mirando a contribuire alla comprensione della society umana nella sua evoluzione; b - gestire iniziative the possano portare le conoscenze cosi ac-quisite alle popolazioni locali e le facciano divulgare - quando sia opportuno - anche fuori dell'ambito di origine, superando le barrie-re tra ricercatori e pubblico, e aiutando la pubblicazione e la divulgazione con i mezzi più confacenti;
c - stimolare l'interesse scientifico e culturale per ii territorio in cui il« Centro» ha sede; favorire in cioè collegamenti con esperienze affini in atto in altre regioni d'Italia ed all'estero; e proporre ove op-portuno raccomandazioni ai responsabili politico-amministrativi e culturali.

Art. 5 — II « Centro» non ha alcun scopo di lucro. Ad esso potranno aderire tante persone fisiche quanto persone giuridiche, enti non

riconosciuti e società che siano disposti a collaborare per il perseguimento dei fini del « Centro» . Il « Centro» , pur accettando le suddette forme di collaborazione con altri enti, sarà del tutto autonomo nelle sue attività e nelle sue decisioni.

2 PATRIMONIO

Art. 6 — Il patrimonio del « Centro» 6 formato dalle attrezzature (inclusi i beni bibliografici) e dalle liberalità destinate ad attrezzature. Le entrate del « Centro» sono formate dalle quote associative, da proventi della sua attività e da ogni altro compenso, rendita, eroga-zione, liberalità o bene a qualsiasi titolo devoluto ad esso. L'anno amministrativo e sociale coincide con quello solare. Entro tre mesi dalla chiusura di ciascun esercizio va convocata l'assem-blea ordinaria, per l'approvazione del rendiconto dell'anno passato e del bilancio del successivo esercizio.

3 SOCI

Art. 7 — Fanno parte del « Centro» , oltre ai soci fondatori firmatari dell'atto costitutivo, tutti coloro che ne siano successivamente ammessi su deliberazione del Consiglio Direttivo, secondo le modalità da stabilirsi in apposito regolamento. I soci del « Centro» si distinguono in membri effettivi, membri ono-rari e soci aderenti: possono essere ammessi in qualità di membri effettivi coloro che ne facciano richiesta, impegnandosi o già avendo cominciato a collaborare agli scopi del « Centro» con apporti intellettuali, morali, materiali, od organizzativi, e versando una quota associativa annuale. La richiesta deve essere accompagnata dalla presentazione da parte di almeno un membro del Consiglio Direttivo. La qualità di membro onorario put) essere conferita dal Consiglio Direttivo a persone o Enti che si rendano benemeriti del « Centro» con speciali contributi scientifici, morali o materiali. I membri ono-rari non sono tenuti al versamento della quota annuale. Possono essere ammessi in qualità di soci aderenti persone o Enti che ne facciano richiesta, sottoscrivendo una quota associativa annuale. I soci aderenti non hanno diritto di voto al fini della elezione degli organi del « Centro» . L'adesione al « Centro» , in qualsiasi forma, 6 a titolo personale e privato. Il rapporto associativo si scioglie ove l'associato tenga un compor-tamento non compatibile con gli scopi del « Centro» o con it suo Regolamento oppure non osservi le deliberazioni degli organi del « Centro» .

Art. 8 — La quota annua associativa, alla quale sono tenuti i mem-bri effettivi ed i soci aderenti 6 determinata annualmente, nella sua misura minima, dal Consiglio Direttivo. Tutti gli associate hanno diritto di partecipare alle riunioni della as-semblea, di fruire ed usufruire del patrimonio, della collaborazione e dell'assistenza del « Centro»; di ricevere pubblicazioni a condi-zione di favore; di partecipare a convegni od altre manifestazioni pubbliche promosse dal « Centro» .

4 ORGAN! SOCIALI

Art. 9 — Sono organi del « Centro» :
 a - l'assemblea generale;
 b - il Consiglio Direttivo;
 c - il Direttore scientifico;
d -  il Collegio dei Revisori dei Conti.

Art. 10 — L'assemblea generale 6 costituita con la partecipazione con diritto di voto dei membri effettivi ed onorari. I membri onorari, se Enti, vi partecipano designando un solo rappresentante. I soci aderenti partecipano all'Assemblea senza diritto di voto.

I soci non in regola con il versamento della quota sociale non han­ no diritto di voto. L.' Assemblea è convocata dal Presidente In forma ordinaria almeno una volta all'anno.

La convocazione straordinaria può essere proposta dai due terzi dei membri con diritto di voto con richiesta scritta al Presidente; oppure fatta dal Presidente di sua iniziativa o su richiesta della maggioranza del Consiglio Direttivo.        ·

L'Assemblea approva annualmente i bilanci finanziari e scientifici e il programma di attività; elegge mediante votazione il Consiglio Direttivo; approva il Regolamento e le modificazioni statutarie e Ciel Regolamento; delibera su ogni questione ad essa sottoposta dal Consiglio direttivo.

 

Art. 11 - Il Consiglio Direttivo è composto da non più di sei mem­ bri, eletti dall'assemblea, più il direttore scientifico, eletto dal Consiglio.

Salvo il primo consiglio direttivo, che potrà essere nominato nello stesso atto costitutivo, le elezioni successive del Consiglio avverranno per votazione a scrutinio segreto sulla base di una lista precostituita, formata nei modi e tempi stabiliti dal Consiglio. Posso­ no presentare la candidatura a consiglieri i soci con almeno due anni di anzianità di associazione ed i consiglieri uscenti.

Il Consiglio direttivo resta in carica due anni ed i suoi componenti sono tutti rieleggibili. Il'primo consiglio direttivo, se nominato nell'atto costitutivo, dura in carica fino alla prima riunione della assemblea.

Il Consiglio Direttivo, nella sua prima riunione, nomina nel proprio seno un presidente, un Vice Presidente, un Segretario ed un Tesoriere. Il Consiglio direttivo, può decidere la rotazione delle cariche sociali durante l'esercizio.

Il Consiglio Direttivo designa inoltre il Direttore scientifico del

«Centro» che dura in carica fino alla scadenza del Consiglio stesso. Il Consiglio Direttivo ha la responsabilità amministrativa della gestione del «Centro» ed .ha funzione consultiva sul suo andamento

tecnico scientifico; organizza il sostegno economico e morale del

«Centro». Il Consiglio è convocato, secondo necessità, dal Presidente, dal Direttore Scientifico o dalla maggioranza dei Consiglieri.

Le riunioni del Consiglio sono valide se è presente almeno la metà dei consiglieri.

Le deliberazioni del Consiglio di carattere finanziario sono validamente approvate con il voto favorevole di almeno la metà dei membri del Consiglio. In caso di parità prevale il voto del Presidente. Il Presidente ha la responsabilità legale del «Centro»; coordina le

funzioni del « Centro» ; convoca e presiede le assemblee generali e le riunioni del Consiglio Direttivo; rappresenta legalmente i « Cen-tro» con poteri di firma di fronte ai terzi ed in giudizio; in caso di impedimento 6 sostituito dal Vice Presidente. II Vice Presidente coadiuva inoltre it Presidente nel coordinamento della gestione del « Centro» . II Segretario 6 responsabile della tenuta dei registri e dei verbali del « Centro» ; coadiuva it direttore scientifico nel coordinamento tecnico-scientifico del « Centro» . Il Tesoriere è responsabile del coordinamento finanziario del « Centro» . II Consiglio Direttivo, su consenso della maggioranza dei Consi-glieri, potrà, anche senza formalità alcuna, avvalersi della consu-lenza dei soci del « Centro» , anche ammettendoli (senza diritto di voto) alle proprie riunioni. Un Consigliere the sia assente non giustificato per più di tre riu-nioni consecutive di consiglio 6 considerato dimissionario.

Art. 12 — II direttore scientifico 6 designato dal Consiglio Direttivo; egli ha diritto di voto in Consiglio, dirige l'attività tecnico scientifi-ca del centro, elaborandone la politica scientifica e culturale e as-sumendosene la responsabilità; propone gli eventuali consulenti scientifici; coordina la diffusione dei lavori e prodotti del « Centro» e rappresenta il « Centro» nelle sedi scientifiche esterne.

Art. 13 — Il collegio dei Revisori dei conti 6 composto da tre mem-bri eletti dall'Assemblea tra soci e non soci. I revisori controllano il Bilancio finanziario e durano in carica due anni, in alternanza di anno con i Consiglieri. I primi revisori durano in carica un anno.

Art. 14 — E data facoltà al consiglio direttivo di redigere un regola-mento interno per it funzionamento del « Centro» , ad integrazione del presente Statuto. Esso dovrà intendersi parte integrante dello Statuto e pertanto vincolante per i soci. Lo Statuto può essere modificato su approvazione di almeno i due terzi effettivi dei soci, riuniti in assemblea straordinaria; il Regola-mento può essere modificato dal Consiglio con le stesse maggioranze previste per le deliberazioni consiliari di carattere finanziario.

Art. 15 — In caso di scioglimento del « Centro» il patrimonio resi-duante dalla liquidazione sara devoluto o reimpiegato a fini di pubblico interesse in conformità a deliberazione dell'Assemblea.

 

Allegato all'atto costitutivo del Centro in data 5 febbraio 1980  registrato Il 25.2-1980

 

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